Impermeabilità all’aria e all’acqua

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La protezione all’acqua, all’aria e al vento del pacchetto coibente aumenta le prestazioni di un involucro dal punto di vista energetico e acustico.

Cosa significa impermeabilizzazione all’acqua?

La protezione dall’acqua viene realizzata mediante membrane che devono garantire che il pacchetto isolante della copertura e delle chiusure verticali opache si mantenga asciutto. Le membrane da tetto nascono per proteggere l’edificio e il pacchetto coibente dalle infiltrazioni d’acqua che possono provenire dalla copertura definitiva (tegole, coppi, lastre, lamiere ecc.) o dai suoi punti critici (camini, finestre, compluvi ecc.).

Controllare il passaggio del vapore

Le membrane devono essere traspiranti e consentire la permeazione del vapore acqueo proveniente dagli ambienti confinati sottostanti la copertura per fenomeni di diffusione evitando fenomeni di condensa che causerebbero spiacevoli muffe.

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Garantire la tenuta all’aria e al vento e il comfort acustico

Le membrane devono garantire la permeabilità all’aria e impedire il passaggio di aria tra esterno ed interno e viceversa. Questo non solo ai fine dell’efficienza energetica ma anche del comfort acustico in quanto ogni spiffero è una porta d’ingresso verso l’abitazione per i rumori esterni.

In inverno, nei punti non sigillati delle strutture edili, possono venire a crearsi diversi effetti negativi, dovuti alla differenza di pressione tra interno ed esterno. Per prima cosa, l’aria calda interna che preme sulle superfici, trovando gli spifferi, inizia il suo viaggio verso l’esterno disperdendo calore e riducendo così l’efficienza energetica della struttura. L’aria in uscita trasporta con sé umidità la quale, arrivando nella zona più fredda del pacchetto, inizia a condensare e a formare acqua nel pacchetto stesso. Non meno importante è il problema del vento freddo esterno che trova il modo di infilarsi tra le giunzioni di struttura e coibente, incontrando il flusso di umidità proveniente dall’interno, amplificando così i problemi di condensa.

In estate, la pressione e il flusso termico si invertono, creando una spinta dall’esterno verso l’interno. In questa stagione l’aria calda esterna, e in molti casi umida (in alcune zone si raggiungono i 40°C con l’80% di umidità relativa), trova gli spifferi e si insinua nelle strutture portando vapore verso l’interno dei pacchetti, in una zona normalmente più fresca, innescando due problemi: ingresso di aria calda e formazione di condensa. In caso di vento caldo estivo, il problema si aggrava aumentando gli spifferi di aria calda in ingresso e alimentando il fenomeno della condensa. Dal punto di vista acustico, anche in estate come in inverno, ogni passaggio d’aria diventa un ponte acustico.

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